Descrizione
Scheda di dettaglio
Le neviere sono ambienti semi-ipogei coperti da volte a botte, privi di pavimentazione solare, (lu chiancatu, pavimentazione fatta con lastre di pietra leccese dette chianche), ma venivano ricoperte con terreno e vegetazione spontanea. In pratica erano delle cisterne in cui veniva riposta la neve che veniva pressata con tronchi secchi di fico (maju). Generalmente sorgevano nei pressi di masserie, dove vi erano larghi spazi liberi per raccogliere la neve non calpestata. Non veniva posta la pavimentazione solare per permettere, durante il periodo estivo, l’evaporazione e mantenere più fresco l’interno. Il Salento, ha conosciuto lunghi periodi freddi per via della “piccola glaciazione”, avvenuta tra il XV e il XIX sec. Le neviere, pertanto, possiamo considerarle costruite in questo periodo. La neve era inizialmente accumulata in anfratti o grotte naturali; solo in seguito si scavarono queste strutture. Prima dell’avvento della fabbricazione industriale del ghiaccio (avvenuta in Italia a partire dal 1830), la raccolta della neve nelle neviere, era l’unico sistema per produrre il ghiaccio. Questo commercio cominciò a declinare agli inizi del ‘900, quando, furono inventate e diffuse le prime macchine per la fabbricazione del ghiaccio artificiale, elemento che a poco a poco soppiantò del tutto la neve.
A Carpignano si conservano due strutture quasi del tutto integre, site nel fondo Palumbaru (colombaia) e potrebbero risalire al XV sec e appartenere alla famiglia del Balzo, proprietari della Colombaia e feudatari di Carpignano in quel periodo, nei pressi del Santuario di Maria SS della Grotta.
Realizzato con l'importante collaborazione di OFFCULTURALI Carpignano